Select Page

International Gramsci Society Archive

The IGS Archive is a platform for members of the International Gramsci Society to share their research papers and publications, via free access, facilitating the exchange of ideas and information across the globe.

Gramsci e i Consigli nel “biennio rosso” 1919-1920

La teorizzazione gramsciano dei Consigli di fabbrica è estremamente peculiare e si distingue sia dalla teoria (e dalla pratica) dei Soviet russi, sia dalla visione che dei Consigli ebbero altri politici e teorici italiani. In Italia le tesi di Gramsci e dell’Ordine Nuovo furono contrastate da Bordiga come da Serrati, come da Tasca (differenziatosi dal resto del gruppo dell’Ordine Nuovo). L’articolo ricostruisce la visione gramsciana dei Consigli in rapporto con le lotte del 1919-1920 così come venne sviluppandosi sulle pagine del settimanale “Ordine Nuovo”: un nuovo tipo di democrazia, anti-parlamentare, che doveva costituire la base di un nuovo Stato proletario, caratterizzato dalla partecipazione democratica dei lavoratori a partire dalla fabbrica e dai luoghi di lavoro e produzione, sulla scia di alcune osservazioni di Marx, dallo scritto “Sulla questione ebraica” a quello sulla Comune di Parigi.

Da Bordiga a Gramsci

I socialisti italiani e la Rivoluzione d’Ottobre. Gramsci, Bordiga e i Consigli nel “biennio rosso” 1919-1920. La scissione di Livorno e i contrasti con il Comintern. Il cambio di direzione alla testa del Partito, con la nomina di Gramsci a segretario, del 1924, e la “rifondazione” del Partito comunista nel Congresso di Lione del 1926.

Il Gramsci “molecolare” di Giacomo Debenedetti: il problema politico dell’autobiografia

This paper aims to reconstructing the contribution that Giacomo Debenedetti gave to the understanding of the central connection in the gramscian thought between the polit- ical question of the autobiography – which was a gobettian theme – and the concept of «molecular». Already in 1947, contributing to award the Viareggio Prize to the Letters, Debenedetti wrote an essay (published in 1972 in «Rinascita») in which stressed the cen- trality of the «molecular» in the Gramsci’s «human method». Moreover, as it is shown in the debate appeared in 1962 in «l’Europa letteraria», Debenedetti, through his activity at «Il Saggiatore», plays a pivotal role in the publishing of the anthology 2000 pagine di Gramsci. It will contain unpublished writings concerning the issue of the autobiography and the molecular formation of personality. Togliatti in his review gave prominence to these aspects. Therefore, a way to a new possible reception of Gramsci was opened. Key words: Antonio Gramsci, Giacomo Debenedetti, Molecular, Autobiography, 2000 pagine di Gramsci, «l’Europa Letteraria». Parole chiave: Antonio Gramsci, Giacomo Debenedetti, Molecolare, Autobiografia, 2000 pagine di Gramsci, «l’Europa letteraria».

Gramsci e seus contemporaneos: Sigmund Freud

Saggio in portoghese (traduzione di Sabina Areco) sulla presenza di Freud e della psicoanalisi tanto nei Quaderni che nelle Lettere, en in particolare sul ruolo svolto dalla mediazione analitica nel rapporto epistolare con Giulia Schucht, la quale si avvalse della psicoanalisi in URSS all’inizio degli anni Trenta. Il testo è inedito in italiano, ma ne esiste una versione in spagnolo pubblicata in Actuel Marx Intervenciones n°21,2016

Un Gramsci minore. Il Quaderno 22 attraverso e oltre le riletture operaiste

Gli operaisti e Gramsci: un’indifferenza ostile? Un tentativo di riarticolare tra loro i due tempi della riflessione congiunturale gramsciana: il «biennio rosso» e la comprensione dell’affermarsi del fordismo. La questione femminile, l’apporto della psicoanalisi e i limiti della rivisitazione operaista di «Americanismo e fordismo»

«CLASSI SUBALTERNE» MARGINALI E «CLASSI SUBALTERNE» FONDAMENTALI IN GRAMSCI

Fino al 1930 per Gramsci il lemma «subalterni» indica i quadri intermedi sociali, politici e burocratici, per lo più formati dalla piccola borghesia. A partire dal Quaderno 3 con «classi subalterne» Gramsci intende sia i gruppi sociali più marginali, sia quelli in grado di competere per l’egemonia: il Quaderno 25 concerne soprattutto i primi. Cosa significa avere una personalità subalterna.

Tre accezioni di “subalterno” in Gramsci

L’origine del concetto nei Quaderni e la sua declinazione nel Quaderno 25. Classi ai margini della storia e classi non ancora egemoni. Allargamenti semantici del termine «subalterno»: dalle classi ai singoli, dall’oppressione sociale ai limiti culturali. Questo articolo è da leggere insieme a un altro mio, pubblicato nel n. 4/2015 sempre della rivista “Critica marxista”, e intitolato «Classi subalterne» marginali e «classi subalterne» fondamentali in Gramsci

LE PAROLE DI GRAMSCI. PER UN LESSICO DEI QUADERNI DEL CARCERE, a cura di Fabio Frosini e Guido Liguori

Questo libro, frutto del lavoro del Seminario della IGS Italia iniziato nel 2001, raccoglie 13 saggi che cercano di ricostruire lo sviluppo di alcune categorie e termini gramsciani nel loro sviluppo presente nei “Quaderni del carcere”: una analisi che cerca quindi di essere “diacronica”. I saggi e gli autori: “Americanismo e fordismo” di G. Baratta; “Brescianesimo” di M. Paladini; “Dialettica” di G. Prestipino; “Egemonia” di G. Cospito; “Filosofia della praxis” di F. Frosini; “Giacobinismo” di R. Medici; “Ideologia” di G. Liguori; “Nazionale-popolare” di L. Durante; “Riforma e Rinascimento” di F. Frosini; “Rivoluzione passiva” di P. Voza; “Stato-società civile” di G. Liguori; “Struttura/sovrastruttura di G. Cospito; “Traduzione e traducibilità” diD. Boothman

Luxemburg e Gramsci: convergenze e divergenze di due pensatori rivoluzionari

Due marxisti originali nell’ambito della Seconda Internazionale, con terreni di convergenza e di dissenso: questione nazionale, Consigli di fabbrica, soggetto rivoluzionario, giudizi sull’Ottobre. Dopo il “biennio rosso”, crescono le distanze e nei “Quaderni” si manifesta una critica radicale al «determinismo» e all’«economicismo» che, secondo Gramsci, caratterizzano il pensiero della rivoluzionaria polacca. Gramsci ha “rivoluzionato il suo concetto di rivoluzione” e legge ora in modo molto più critico alcune tesi di Rosa Luxemburg, in particolare quelle contenute in “Sciopero di massa, partito e sindacati”.